Tinture Naturali per Tessuti

Se, per motivi di lavoro, ci si trova da avere a che fare con i tessuti - un caso esemplare è quello di chi vende bomboniere e ha, per forza di cose, la necessità di acquistare dei sacchetti - sono diversi gli aspetti di cui tenere conto.

In questo novero rientra il focus sulle tinture. Si parla spesso di quelle naturali. In molti casi, però, lo si fa senza la giusta consapevolezza. Per questo, nell’articolo che puoi trovare nelle prossime righe abbiamo messo in primo piano un approfondimento che, speriamo, possa risultare interessante.

Tinture naturali, quando utilizzarle

La prima cosa da dire quando si parla di tinture naturali per tessuti riguarda il fatto che, nel momento in cui le si chiama in causa, ci si focalizza su soluzioni che possono essere utilizzate solo su alcune tipologie di tessuti.

Quali, di preciso? Le fibre 100% naturali, come per esempio il cotone, la lana o il lino bianco. Essenziale è soffermarsi sull’importanza dell’assenza di tracce di materiali sintetici. Quando sono presenti, infatti, la tintura non viene assorbita in maniera adeguata.

Un altro aspetto sul quale vale la pena soffermarsi riguarda il fatto che, a seconda della tipologia di fibra naturale, il risultato finale, a parità di colore, sarà differente. Per evitare di trovarsi davanti a sorprese sgradite è opportuno, come evidenziato anche in uno degli articoli del blog di Sacchetti di Tessuto, iniziare con dei piccoli scampoli e vedere come viene la tintura.

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Come utilizzarle

Quando si parte da zero nell’approccio al mondo della tintura dei tessuti, è fondamentale conoscere i passi da seguire per utilizzare al meglio le tinture sopra citate.

Una cosa molto importante da sottolineare riguarda il fatto che, prima di procedere alla tinteggiatura vera e propria è necessario preparare il tessuto. In questo caso si parla in maniera specifica di mordenzatura. A proposito di questa fase, sono diverse le strade che si possono seguire e non esiste un’indicazione univoca. Tutto, infatti, è legato alle preferenze del singolo artigiano, che può eseguire la mordenzatura immergendo il tessuto in acqua e cremor tartaro.

Di cosa si parla quando si chiama in causa questo ingrediente? La prima cosa da dire è che è noto anche con il nome di bitartrato di potassio. Sale di potassio dell’acido tartarico, è molto utilizzato in cucina per ottimizzare la stabilità delle ricette che si preparano. Quando ci si addentra nel mondo dei tessuti, è doveroso rammentare che, molto spesso, viene impiegato per togliere le macchie particolarmente ostinate.

Tornando alle strade possibili quando si discute di mordenzatura, è fondamentale specificare che, tra le altre alternative, è possibile includere il fatto di lasciar sobbollire il tessuto in una soluzione a base di acqua e sale grosso.

Quali tipologie di tinture naturali esistono?

Non c’è che dire: il mondo delle tinture naturali per tessuti è a dir poco affascinante. Esplorarlo significa, per forza di cose, entrare nel dettaglio degli elementi, a partire dai quali, è possibile realizzare i colori.

Giusto per citare alcune delle tante alternative, non si può non chiamare in causa il Carthamus tinctorium, conosciuto anche con il nome di falso zafferano, che viene utilizzato per realizzare le tinture rosse.

Essenziale è sottolineare che questa pianta è molto pericolosa, velenosa e potenzialmente mortale (essenziale è fare molta attenzione quando si va per boschi in quanto è molto simile all’aglio selvatico).

Proseguendo con l’elenco degli elementi che la natura ci regale e che ci permettono di realizzare colori meravigliosi, un doveroso cenno deve essere dedicato a piante come la ginestra, basilare per il giallo. Il medesimo colore può essere ottenuto utilizzando un’altra pianta, ossia la betulla.

Il nodo della sostenibilità

Concludiamo rammentando che, nel momento in cui si avvia un business che ha in qualche modo a che fare con l’ambito dei tessuti, è doveroso soffermarsi, nelle situazioni in cui si ha a che fare con tinture naturali, sulla sostenibilità della filiera.

Fondamentale a tal proposito è il ricorso a mordenti naturali, come per esempio il sale e l’aceto, ingredienti che, quando vengono smaltiti, non inquinano le acque.

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